Ecco alcune delle più belle favole di Natale con le quali allietare i piccoli

Il senso del Natale sta, tra le altre cose, anche nell’attesa –d’altronde è l’epilogo di una gravidanza- e crediamo che sia davvero bello rivivere quest’attesa facendone partecipi innanzitutto i bambini: raccontare loro alcune tra le più belle favole di Natale, sia classiche che moderne, contribuirà in questo senso.

Favole di Natale: la leggenda dell’albero di Natale
In realtà in rete si trovano con questo stesso titolo numerose versioni.

Innanzitutto quelle religiose: alcune narrano che l’abete fosse uno degli alberi dell’Eden, le cui foglie appassirono quando Eva mangiò il frutto proibito, trasformandosi in aghi, e rifiorendo solo la Santa Notte in cui nacque Gesù; un’altra versione sostiene invece che Adamo, cacciato dall’Eden, porto con sé un ramoscello che in seguito divenne proprio l’abete che servì per la Santa Croce e successivamente per l’albero di Natale.

Tra le versioni “pagane” abbiamo scelto queste:

  • Tanto tempo fa, durante una notte d’inverno, un ragazzo fu mandato dalla madre a tagliare qualche ceppo di legna nel bosco. Infatti, i due erano rimasti senza legna da bruciare e stavano morendo di freddo. Il giovane prese con sé un lanternino e la sua accetta, poi si addentrò nel bosco con un piccolo slittino da caricare di legna.
    Mentre camminava nel bosco, il ragazzo inciampò in una radice: finì disteso nella neve con il suo lanternino, che si spense. Solo e senza luce, il piccolo taglialegna cercò di ritrovare la strada di casa a tentoni, ma si perse nel bosco. Girovagò per un’ora nell’oscurità, poi, sfinito, si accasciò accanto al tronco di un abete.
    “Povero ragazzo” pensò l’abete “nessuno dovrebbe patire il freddo nel bosco”. Così, chinò i suoi rami fino a toccare terra e li avvolse intorno al tronco, in modo da proteggere il piccolo taglialegna dal gelo. In questo modo, protetto dalle fitte fronde dell’abete, il giovane riuscì ad addormentarsi e a sopravvivere al gelo.
    Al sorgere del Sole, la madre del ragazzo, insieme ai suoi amici, si addentrò nel bosco per cercarlo. Lo trovarono ancora addormentato, avvolto nei rami dell’abete. La luce del Sole faceva scintillare il ghiaccio sui rami, che sembravano coperti d’oro e di diamanti. Il ragazzo, per ringraziare l’albero che gli aveva salvato la vita, piantò un piccolo abete nel giardino di casa e lo addobbò con ghirlande e festoni. Così nacque l’usanza dell’albero di Natale.
  • C’era una volta un bosco coperto di neve. Quando giunse l’inverno, i taglialegna cominciarono ad abbattere gli alberi e a ricavare i ciocchi di legna da bruciare nei camini. Per primi tagliarono i faggi, poi i castagni e infine i pini e i larici. Uno alla volta, tutte le piante del bosco vennero tagliate, con loro somma gioia: infatti, gli alberi sono felici di trasformarsi in fuoco e calore.
    A dicembre, nel bosco era rimasto solo un piccolo abete: era alto come un uomo e il suo tronco era esile e storto.
    “Nessuno ti prenderà” gli aveva detto un faggio.
    Sei così piccolo e brutto che nessuno ti vorrà nel suo camino” gli aveva detto un castagno.
    “Mi vergogno di essere un tuo parente” gli aveva detto un pino.
    E infatti, nessun taglialegna si era preso la briga di tagliarlo e di ricavarne dei ciocchi: così, il povero abete era rimasto solo, a piangere nel gelido inverno.
    Una notte, un angelo che passava di lì udì il pianto dell’abete e decise di mettere fine alle sofferenze di quel povero alberello. Tempestò l’abete di luci scintillanti e pose sulla sua sommità una stella d’oro, poi lo avvolse in un chiarore fatato. La mattina, quando i bambini del paese uscirono per giocare, videro da lontano il piccolo abete e corsero a guardarlo da vicino. Tutti rimasero incantati dalle luci di quell’albero al punto che i taglialegna si misero a scavare e, con molta attenzione, lo portarono via con tanto di radici. Lo piantarono in un grande vaso nella piazza del loro paesino, in modo che tutti potessero ammirare le sue decorazioni luminose. E così, quell’abete che era stato tanto bistrattato ebbe l’onore più grande di tutti: portò la luce e la gioia agli uomini. Era nato l’albero di Natale.

Fiabe di Natale: La piccola fiammiferaia
È tra le storie di Natale per bambini più famosa di sempre ed è stata concepita dalla penna di Andersen.

Tutt’altro che allegra racconta di una bimba che durante la notte di Capodanno è in strada per vendere fiammiferi: nonostante stia gelando, ma non osa tornare a casa perché teme la reazione che il patrigno avrebbe avuto vedendola rientrare senza un soldo di incasso.
Cercando di scaldarsi, la Piccola Fiammiferaia inizia ad accendere qualche fiammifero: ad ogni fiammella un’immagine piacevole (tra le quali un albero di Natale e il viso dell’amata nonna morta), che la induce ad accendere tutti i fiammiferi.
Il suo corpo senza vita viene ritrovato il mattino seguente nella neve…

Il Natale di Martin, firmata Tolstoj

Rientra fra i racconti di Natale anche questa vicenda che pone al centro di tutto lo sfortunato Martin Avdeic, lavoratore inarrestabile duramente colpito negli affetti, per via della morte, anni prima, della moglie e dei figli, per la quale l’uomo incolpava Dio…
E invece sarà proprio nella lettura del Vangelo che riuscirà a trovare la sua consolazione, capendo che è solo trasformando quelle parole in atti concreti di carità che si può trovare una felicità più alta, che è poi il vero senso del Natale.

E con questo concludiamo il nostro “assaggino”, perché tra storie note e meno famose, partorite dal genio degli autori della letteratura o piuttosto da scrittori ignoti e sconosciuti, le favole di Natale con le quali accompagnare le festività dei vostri figli sono davvero tante: a voi scovarne altre, e magari la vostra preferita!