Poesia di Natale: da quella d’autore a quella in rima per i più piccoli, fino alle composizioni contemporanee.

Molti sono gli autori, anche noti e importanti, che hanno scritto nella loro carriera almeno una poesia di Natale, dedicata alla festività che, assieme alla Pasqua, rappresenta la celebrazione più importante della Cristianità.
Da Rodari a Saba, da Quasimodo a Gozzano, tutti hanno voluto esprimere i propri sentimenti o punti di vista a riguardo: c’è chi l’ha fatto trattando l’aspetto della religiosità e cristianità, chi ha adoperato le sue parole come preghiera verso Dio, e chi ha affrontato l’argomento in maniera un po’ umoristica e spassionata.

Ad esempio La notte santa di Guido Gozzano fu scritta nel 1914 come poesia destinata ai bambini, e rievoca proprio la notte della nascita di Cristo, contraddistinta da un forte senso religioso nel quale ripercorre tutta la vita del Salvatore raccontata nei Vangeli.

Umberto Saba scrive A Gesù bambino una sorta di preghiera nella quale gli chiede di farlo essere sempre di buon animo.

La notte è scesa
e brilla la cometa
che ha segnato il cammino.
Sono davanti a Te, Santo Bambino!
Tu, Re dell’universo,
ci hai insegnato
che tutte le creature sono uguali,
che le distingue solo la bontà,
tesoro immenso,
dato al povero e al ricco.

Gesù, fa’ ch’io sia buono,
che in cuore non abbia che dolcezza.
Fa’ che il tuo dono
s’accresca in me ogni giorno
e intorno lo diffonda,
nel Tuo nome.

Amara e struggente Natale di Giuseppe Ungaretti, scritta a Napoli nel 1916 per raccontare del ritorno a casa di un soldato in licenza durante la Prima Guerra Mondiale:

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade.

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle.

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata.

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono.

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare.

In Natale Salvatore Quasimodo fa una riflessione sull’inquietudine dell’animo umano, contrapponendola alla pace del presepe.

Guardo il presepe scolpito,
dove sono i pastori appena giunti
alla povera stalla di Betlemme.
Anche i Re Magi nelle lunghe vesti
salutano il potente Re del mondo.
Pace nella finzione e nel silenzio
delle figure di legno: ecco i vecchi
del villaggio e la stella che risplende,
e l’asinello di colore azzurro.
Pace nel cuore di Cristo in eterno;
ma non v’è pace nel cuore dell’uomo.
Anche con Cristo e sono venti secoli
il fratello si scaglia sul fratello.
Ma c’è chi ascolta il pianto del bambino
che morirà poi in croce fra due ladri?

Eppure sono le poesie di Natale di Gianni Rodari le più numerose: ben quattro (L’albero dei poveri, Il magico Natale, Lo zampognaro, Il pianeta degli alberi di Natale) tutte accomunate da una riflessione su quello che dovrebbe essere il reale significato del Natale, quando tutti meritano di sorridere ed essere felici.

Di seguito il testo di L’albero dei poveri:

Filastrocca di Natale,
la neve è bianca come il sale,
la neve è fredda, la notte è nera
ma per i bambini è primavera:
soltanto per loro, ai piedi del letto
è fiorito un albereto.
Che strani fiori, che frutti buoni
Oggi sull’albero dei doni:
bambole d’oro, treni di latta,
orsi dla pelo come d’ovatta,
e in cima, proprio sul ramo più alto,
un cavalo che spicca il salto.
Quasi lo tocco… Ma no, ho sognato,
ed ecco, adesso, mi sono destato:
nella mia casa, accanto al mio letto
non è fiorito l’alberetto.
Ci sono soltanto i fiori del gelo
Sui vetri che mi nascondono il cielo.
L’albero die poveri sui vetri è fiorito:
io lo cancello con un dito.

Questo invece quello de Lo Zampognaro:

Se comandasse lo zampognaro
Che scende per il viale,
sai che cosa direbbe
il giorno di Natale? “Voglio che in ogni casa
spunti dal pavimento
un albero fiorito
di stelle d’oro e d’argento”. Se comandasse il passero
Che sulla neve zampetta,
sai che cosa direbbe
con la voce che cinguetta?
“Voglio che i bimbi trovino,
quando il lume sarà acceso
tutti i doni sognati
più uno, per buon peso”. Se comandasse il pastore
Del presepe di cartone
Sai che legge farebbe
Firmandola col lungo bastone? “Voglio che oggi non pianga
nel mondo un solo bambino,
che abbiano lo stesso sorriso
il bianco, il moro, il giallino”. Sapete che cosa vi dico
Io che non comando niente?
Tutte queste belle cose
Accadranno facilmente; se ci diamo la mano
i miracoli si faranno
e il giorno di Natale
durerà tutto l’anno.

Qual è per antonomasia la poesia di Natale per bambini?

E le poesie sul Natale sono un classico immancabile anche nelle scuole, difatti non c’è genitore, zio, fratello o sorella maggiore, cugino, e parentela varia ed eventuale che non sappia che non esiste cena della vigilia o pranzo del 25 senza che i bambini ne recitino una.

Ma qual è la poesia di Natale per bambini per eccellenza?
Non esiste risposta a questa domanda, perché è chiaro che tono e lunghezza delle composizioni cambiano a seconda dell’età.

Le poesie di Natale per bambini della scuola dell’infanzia solitamente sono costituite da pochi versi (o magari è la maestra che ne estrapola solo quelli ritenuti più significativi).

Simpatica e sufficientemente corta La pecorina di Guido Gozzano:

La pecorina di gesso
sulla collina di cartone,
chiede umilmente permesso
ai magi in adorazione.
Lungi nel tempo, vicino nel sogno, pianto e mistero
c’è accanto a Gesù Bambino,
un bue giallo, un ciuco nero.

Altre due poesie di Natale per bambini di scuola materna sono Gesù Bambino:

Gesù Bambino dolce e piccino
mettimi un fiore sul cuoricino,
un fiore azzurro della bontà
e benedici mamma e papà

e Natale (di E. Minoia):

Nel cuor dell’inverno
tra neve e tra geli
discende il bambino
dall’alto dei cieli
riporta alla terra
la luce e il calore
e accende nei cuori
speranza ed amore.

Spesso e volentieri si tratta di poesie di Natale in rima, più semplici da apprendere per bimbi piccoli.

Poesie di Natale per la scuola primaria

Quando i bambini sono più grandicelli è possibile cimentarsi con qualche composizione più lunga, come La gioia di Natale di Maria Albina Scavuzzo:

Poesie di Natale per la scuola primaria
La gioia di Natale s’infila per tutte le scale,
accende presepi e pini
e gli occhi di tutti i bambini.
Poi s’affaccia ai balconi,
vi appende festoni;
scivola giù nelle strade,
illumina vetrine e contrade.
Poi corre verso la chiesa,
dove una campana attesa
annunzia tutto d’un fiato;
Il Re dei bambini è nato!

E per i ragazzi delle ultime classi si potrebbe pure azzardare una composizione contemporanea, come È Natale di Madre Teresa di Calcutta:

È Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi la mano.
È Natale ogni volta che rimani in silenzio per ascoltare l’altro.
È Natale ogni volta che non accetti quei principi che relegano gli oppressi ai margini della società.
È Natale ogni volta che speri con quelli che disperano nella povertà fisica e spirituale.
È Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza.
È Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere per donarlo agli altri.

E voi, tra queste proposte, avete scelto qual è la poesia di Natale che preferite?